Podcast cinesi: il sito iMandarinPod

Come sapete, fin dall'inizio della mia avventura ho deciso di utilizzare per la componente di ascolto il sito ChinesePod: la qualità audio dei Podcast, la varietà dei contenuti e il supporto didattico (vocabolario, estensione grammaticale del dialogo…) ne fanno a mio parere uno dei migliori siti in rete. Il costo di ChinesePod può rappresentare certo un problema in quanto si va dai 29$ del singolo mese ai 249$ per un anno intero.

Cercando qualche alternativa più economica mi sono imbattuto nel sito iMandarinPod (http://www.imandarinpod.com/).

I podcast in questo sito sono organizzati per categoria, e mettono a disposizione dello studente il file audio (MP3) e la guida per lo studio (PDF); qui di seguito la scheda di uno dei podcast:

La guida contiene

  • Il testo del dialogo
  • il vocabolario principale (in inglese)
  • note di cultura generale (in cinese)

Manca la traduzione completa del dialogo, un elemento che ho sempre trovato molto utile per una rapida verifica della comprensione. Esiste anche una versione "pinyin" della guida, dove a ciascun carattere è associato il relativo pinyin. Di contro il testo è abbastanza lungo (almeno nei podcast che ho ascoltato) e la pronuncia buona (ovvero chiara e comprensibile per un neofita come me).

Sono presenti quattro livelli di difficoltà: il primo livello contiene frasi corte e abbastanza semplici ma non certo "introduttive": il vocabolario di questo livello direi che si colloca tra il primo e il secondo livello HSK.

Già al secondo livello le fasi diventano abbastanza complesse e articolate. Ho provato a ascoltare (e poi leggere) un paio di dialoghi e devo dire che il livello due è già sufficientemente difficile per i miei gusti, e quindi lo collocherei su un HSK III.

Mancano putroppo i supporti per lo studio delle singole parole (es. gestione lista vocaboli) né integrazioni con siti esterni quali Skritter: il sito sembra essere quindi maggiormente indirizzato a studenti interessati alla parte di ascolto vero e proprio; questo è avvalorato dalla struttura del podcast, fortemente discorsiva, rispetto all'impostazione di ChinesePod nel quale il dialogo viene ripetuto tre volte e poi analizzato in dettaglio frase per frase.

La navigazione nel sito non è chiarissima ed è caratterizzata da una importante componente di cinese: non è necessariamente un difetto ma, almeno al mio livello attuale, preferisco un interfaccia tutta in inglese.

Il servizio costa 10$ al mese, con un abbonamento annuo di 100$, quindi meno della metà di ChinesePod: se siete interessati solo alla componente audio (il podcast vero e proprio, che come detto risulta abbastanza lungo e ben pronunciato) probabilmente potreste trovare questo sito interessante; per qualità e quantità di contenuti mi sento ancora di consigliare ChinesePod (dal quale, tengo a precisarlo, non sono sponsorizzato né ricevo alcuna forma di "compenso").

Con la semplice registrazione (gratuita) è possibile accedere a alcune lezioni che vi permetteranno di valutare il sito in modo molto più preciso, e capire quindi se i supporti didattici messi a disposizione corrispondano effettivamente alle vostre esigenze.

Giudizio complessivo: 70/100

Esame HSK – seconda puntata: preparate le matite!

Nel mio precedente articolo ho descritto i passi per l'iscrizione all'esame HSK II che ho seguito (sessione del 23 marzo): oggi ho ricevuto l'email di conferma da parte di Chinese Testing che conferma data e luogo del test: l'email, in inglese, inizia in questo modo:


Confirmation Letter for the HSK二级Examination

  This letter is to confirm that you have successfully registered for the HSK二级examination,Please see below for specific information regarding your exam date and time. Your confirmation of the following information indicates that you agree to the terms and conditions set by Hanban and Chinese Testing International and will have access to all testing services.

xxxxx


L'email contiene anche il numero di ticket associato alla mia iscrizione e chiarisce cosa occorre portare (documento identità usato per l'iscrizione, due o più matite e una gomma.

La richiesta di due o più matite "Pencil (two or more)" ed una gomma vale da sola la partecipazione all'esame: da real vintage considero la matita come lo strumento di scrittura per eccellenza, ma penso che la cartoleria vicino l'Università farà affaroni con tutti quelli che una matita non la vedono da secoli…

In termini di preparazione, a 10 giorni dall'esame il piano di attacco è il seguente

  • da 5 a 10 minuti quotdiani di Skritter per rivedere le 300+ parole richieste (solo definizione/pinyin, no scrittura)
  • nessuna nuova lezione: solo ripassi del primo volume del Masini
  • almeno un podcast al giorno con relativa audio review (ovvero revisione delle singole parole)
  • nel weekend due prove dei test HSK complete.

In merito alle prove per l'KSH, devo dire che ho trovato molto differenti le difficoltà nei test proposti da Bejing Language and Culture University Press (citate nel mio precedente articolo) quelli delle Confucius Institute (che trovate ad es. online a questo indirizzo): a titolo di esempio nei test della BLCU ho trovato la frase:

"Domani devo *partecipare* al *matrimonio* di un mio amico"

ove entrambe le parole tra asterischi mi erano ovviamente sconosciute (non fanno parte della lista HSK II, e quindi nessuna idea in merito), e l'immagine era una coppia di festioni/lampade cinesi di carta (anche qui indizi zero). Con solo "domani" e "amico" ho chiaramente sbagliato la risposta scegliendo l'immagine errata.

Al termine di una prova, controllo una per una le frasi che ho ascoltato, in particolare quelle sbagliate, e sto inserendo in Skritter le parole di livello 3 che sono apparse in modo da anticiparne il relativo studio (nella misera speranza che appaiano nella mia sessione d'esame): anche nei test Confucius comunque è necessario usare l'immaginazione per riempire i (molti) buchi costituiti dalle parole non conosciute o magari usate in modo inatteso.

G

 

Scomposizione di un carattere: HanziCraft e MGDB a confronto

Nell'ultimo articolo ho parlato della necessità di riconoscere i caratteri  in base alla loro struttura (radicali, altri elementi ricorrenti). Analizzare le parti componenti di un carattere è una delle funzioni tipiche di molti siti: io di norma lavoro con MGDB, che ritengo essere un dizionario molto completo; MGDB permette, tra le altre cose, di copiare direttamente le parole su Skritter: in questo modo si può creare in modo molto rapido una lista di parole da studiare/approfondire in seguito.

Esistono in realtà dei siti specializzati per l'analisi di un carattere: uno di questi è HanziCraft (hanzicraft.com), nato da poco e appena scoperto da parte mia. HanziCraft propone un'unica funzione: a partire da un singolo carattere ne declina struttura e definizione, riportando anche alcuni esempi d'uso del carattere stesso all'interno delle parole.

A titolo di esempio ecco quanto propone HanziCraft per il carattere 去

come vedete le informazioni sono abbastanza complete e occorre un solo click per ottenere quanto serve.

Volendo effettuare la stessa analisi su MGDB occorre effettuare qualche click in più (diversi click in realtà), ottenendo quanto segue:

E' ovviamente possibile cliccare su un radicale per avere maggiori informazioni ma per la specifica necessità di scomporre una parola in radicali ho trovato HanziCraft molto più efficente: da oggi quindi c'è un nuovo strumento nella cassetta degli attrezzi.

HanziCraft (almeno per ora ) è disponibile in versione gratuita e Premium (15$): nella versione gratuita è possibile analizzare un solo carattere e non è possibile creare delle liste di "preferiti", cosa invece possibile nella versione Premium. La pubblicità (rimossa nella versione Premium) al momento è molto "sobria" e non dà alcun fastidio.

Giudizio complessivo per HanziCraft: 85/100.

Radicali: un primo passo

Tutti qualli che si sono avvicinati al Cinese prima o poi arrivano al tema dei Radicali: non ho quindi bisogno di spiegare cosa siano, il che è un bene vista la mia limitatissima cultura in merito. Dopo 10 mesi di studio sono finalmente giunto al punto di scontrarmi anch'io con questi elementi essenziali della lingua cinese e credo possano essere utili agli altri Sinonauti alcune personalissime considerazioni in merito.

Il mio libro di testo (ma questo è comune a tutti i testi introduttivi) mi ha "propinato" nel corso delle prime venti lezioni la lista completa dei Radicali ma la mia mente matematica mi ha portato a fare alcune osservazioni:

  • nella fase iniziale dello studio un radicale non è poi tanto differente da un "carattere" completo (definizione, pinyin…)
  • il livello A2 (HSK 2, quello che sto studiando) richiede di riconoscere circa 300 parole, composte da uno o due caratteri ciascuna.
  • i radicali sono 214

Da queste premesse risulta chiaro che almeno in una fase iniziale lo studio dei 214 radicali comporta un aggravio cognitivo importante in quanto si tratta di 214 "aggiuntivi" rispetto alla già importante lista di 300 parole da studiare: questo è parzialmente mitigato dal fatto che alcuni radicali sono utilizzati come parole vere e proprie, il che riduce il numero totale ma solo di qualche unità. In ogni caso ho trovato l'analisi dei radicali abbastanza difficile da giustificare nella prima fase dello studio: tutto questo ovviamente cambia quando si arriva al punto di dover supereare questa fase iniziale (200-300 parole) per passare alla successiva (600-1200 parole) e progredire verso la conoscenza approfondita (5000+ parole) della lingua Cinese.

Quello che è mi apparso chiaro, dopo 10 mesi (!!), è che per poter apprendere un numero importante di parole non è possibile un approccio brute force come quello da me adottato, nel quale si ripete in modo ossessivo e martellante un catrattere fino a che, come nei cani di Pavlov, all'apparire dei caratteri sullo schermo il nostro cervello produce la corretta definizione e pronuncia.

In questa direzione ho trovato molto interessante l'articolo (in inglese) che trovate a questo indirizzo: http://www.hackingchinese.com/?p=177 e che ovviamente vi consiglio. L'articolo spiega in modo chiaro come i radicali rappresentino la "cassetta degli attrezzi" per la comprensione delle parole cinesi, e l'analogia mi è molto piaciuta in quanto per utilizzare in modo corretto una pinza occorre comunque una discreta pratica (se non si vogliono disintegrare le proprie dita).

L'articolo poi riporta la considerazione che non tutti i radicali hanno la stessa frequenza d'uso, specie se si considerano solo i 2000 caratteri più utilizzati: con questo campione più ridotto è possibile identificare i 100 radicali a maggior frequenza, e quindi l'autore consiglia di iniziare lo studio da questi. Ho chiaramente sposato in pieno questa proposta in quanto potrò sempre espandere lo studio ai restanti 114 radicali in un secondo tempo. L'autore propone la lista dei caratteri in formato Anki e in formato testuale (si veda l'articolo per i dettagli). Io ho ripreso la lista e creato un file Excel con una formattazione pensata allo studio: questo file è a mio parere molto utile in quanto l'autore dell'articolo ha aggiunto alcune note interessanti (ad es. sui caratteri simili) e un campione di 5 caratteri che includono il radicale (caratteri scelti proprio tra i 2000 più frequenti)

In aggiunta ho creato un PDF con i 100 radicali in modo da facilitarne ulteriormente lo studio:

http://zak965.it/cinese/wp-content/uploads/2013/03/100radicals.pdf

Se avete dei commenti in merito a come/quando avete iniziato uno studio "serio" dei radicali non abbiate timore: postateli qui in modo da poterli condividere con tutti quelli che, come me, sono agli inizi di questa nuova avventura.

 

Il programma open-source ZDT

Nelle ultime peregrinazioni nella rete mi sono imbattuto in ZDT (http://zdt.sourceforge.net/), un'applicazione open-source (e quindi gratuita) per lo studio del Cinese: essendo scritto in Java è disponibile per PC, Mac e Linux, il che rappresenta un notevole punto di forza. Premetto subito: è uno strumento in inglese, niente italiano sorry…

Le funzionalità del programma sono molte: tra le principali

  • Tre modalità di Test
  • Gestione vocabolario personale (integrato con il CEDICT)
  • Genearazione di fogli per lo studio del cinese

Vediamo quindi ZDT all'opera: la schermata iniziale del programma è un po' spartana e appare in questo modo:

Cliccando sul tab "Flashcard" si può iniziare una sessione di studio: come detto ci sono tre modalità di Test

  • Pinyin Recall: viene presentato un carattere e si deve digitare il corrispettivo pinyin.

  • Definition Test: viene presentato un carattere e di deve scegliere tra definizioni multiple

  • Self-Review mode: è la modalità flashcard più "classica", nella quale è possibile selezionare quali elementi visualizzare sul fronte della scheda  (carattere, pinyin, …) che viene poi "girata" per vedere la risposta.

Per iniziare una sessione di studio occorre cliccare sul (microscopico) pulsante verde  a forma di triagolo posto a destra del tab "Flashcards"

Questo vi permette di accedere alla lista di parole da studiare:

In questa schermata potete selezionare, oltre alla lista di parole ("categories") anche il tipo di test da effettuare e gli eventuali filtri (sulla frequenza delle parole) che volete applicare alla sessione.

Cliccando su "Finish" si inizia la sessione di studio, che come detto dipende dal tipo di Test scelto.

Il programma tiene ovviamente conto delle sessioni di studio e presenta diverse statistiche (accessibili con il tab "User Stats" nella parte bassa dello schermo) in modo da poter monitorare i propri progressi. Ho personalmente trovato quest'area non molto utile in quanto le statistiche sono veramente molto scarne.

Cliccando su "Categories" si accede alle Liste di parole sulle quali esercitarsi: di default sono contenute le 500 parole più frequenti in 5 gruppi da 100; cliccando su una categoria viene presentato il contenuto in forma tabellare, contenuto che è possibile modificare direttamente agendo sulle varie caselle:

Cliccando su una parola con il bottone destro si accede ad menu nel quale è anche possibile richiamare l'animazione per il carattere selezionato:

Creare una nuova categoria non è difficile (io ad esempio ho creato una nuova categoria che contiene le parole HSK2): per popolare la lista di parole in modo veloce (senza dover inserire quindi una parola alla volta) potete importare la lista dei vocaboli HSK utilizzando i files che trovate su questo sito:

http://zeqk.wordpress.com/2011/02/21/new-hsk-vocabulary-for-zdt/

I files sono dei semplici documenti testuali (.txt) che basta salvare sul proprio PC e poi importare nella categoria corrente selezionando il bottone "Import" (la sorgente è l'onnipresente Lingomi, quindi la qualità dovrebbe essere garantita).

La Dictionary View (nella parte bassa della finestra) permette di effettuare delle ricerche nel database usando il carattere, il pinyin o la definizione inglese.

Lo strumento "Annotator" permette di annotare un testo cinese: con un copia/incolla si ottiene quindi il relativo pinyin e una "scomposizione" della frase in elementi sui quali è possibile muoversi con il mouse per ottenere una traduzione.

Giudizio complessivo: 80/100 (potrebbe essere più alto ma l'interfaccia è spesso poco intuitiva).